ASA ricerche e servizi
// Homepage : Analisi Chimiche/Prove : Ritardanti di fiamma

RITARDANTI DI FIAMMA POLIBROMURATI

 


I ritardanti di fiamma (RF) sono aggiunti a molti polimeri allo scopo di ridurre la loro infiammabilità nel rispetto delle norme antincendio. Questi sono presenti ad esempio in materiali schiumogeni ed isolanti, componenti elettronici, tessuti antincendio, autovetture, ecc.

I ritardanti di fiamma (RF) possono essere suddivisi in diversi gruppi a seconda della loro natura chimica.

  • RF inorganici: Al(OH)3
  • RF organofosforati: tris(2-cloro-isopropil)fosfato
  • RF alogenati: difenileteri polibromurati (PBDE), bifenili polibromurati (PBB) 


La produzione industriale di PBDE si basa su processi di bromurazione del difeniletere. Questi processi portano a prodotti tecnici contenenti congeneri a diversi gradi di bromurazione. Variando il numero e la posizione degli atomi di bromo sugli anelli aromatici si possono avere 209 molecole differenti.

Il Bromine Science and Environmental Forum (BSFE) ha calcolato che, nel 1999, 54’800 ton. di DECA-BDE sono state usate in materie plastiche, tessuti e in ricoperture protettive; 3’825 ton. di OCTA-BDE sono state impiegate nella produzione di ABS; 9’500 ton. di PENTA-BDE sono state usate in applicazioni industriali (schiume poliuretaniche, tessuti). 


 LEGISLAZIONE IN VIGORE

Decreto legislativo 25 luglio 2005 n.151 (Direttiva RoHS): a decorrere dal 1° luglio 2006, è vietato immettere sul mercato apparecchiature elettriche ed elettroniche nuove, nonché sorgenti luminose ad incandescenza, contenenti piombo, cadmio, mercurio, cromo esavalente, bifenili polibromurati od etere di difenile polibromurato.


Direttiva 2003/11/CE: l’allegato prescrive che i derivati penta- e octabromurati del difenil etere non possono essere immessi sul mercato o utilizzati come sostanza o come componenti di sostanze o di preparati in concentrazioni superiori allo 0,1% in massa. Inoltre non possono essere immessi sul mercato articoli contenenti tali sostanze, o parti nelle quali se ne fa uso in funzione di ritardanti di fiamma, in concentrazioni superiori allo 0,1% in massa.

 

 

METODOLOGIA DI ANALISI DEI RITARDANTI DI FIAMMA

  • Il laboratorio ha sviluppato una metodologia analitica che permette la determinazione qualitativa/quantitativa dei ritardanti di fiamma polibromurati nelle più diverse matrici ambientali (suolo, acqua,…) nonché nei prodotti di natura polimerica (essenzialmente materie plastiche).
  • La procedura si basa sull’estrazione dei ritardanti di fiamma dal campione di partenza, dalla purificazione dell’estratto e dalla successiva analisi mediante gascromatografia ad alta risoluzione e spettrometria di massa a trappola ionica.
  • La procedura può essere applicata a componenti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che rientrano nell’ambito della direttiva RoHS.