DIBENZO-p-DIOSSINE POLICLORURATE (PCDD) E DIBENZO FURANI POLICLORURATI (PCDF)
Le diossine ed i furani policlorurati non sono prodotti commercialmente ma si formano a livello di tracce dalla produzione di altri composti chimici come i fenoli clorurati e i loro derivati, eteri di difenile clorurati e difenili policlorurati (PCB).
PCDD e PCDF si formano anche in processi di combustione come ad esempio nell’incenerimento dei rifiuti oppure nelle fonderie. Un’altra importante fonte di diossine e furani è rappresentata dall’industria della carta e dagli impianti di produzione del cloro.
DETERMINAZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA DI
POLICLOROBENZO-p-DIOSSINE (PCDD) E POLICLOROBENZOFURANI (PCDF)
Si riportano alcuni esempi di matrici solide e liquide che possono essere sottoposte ad analisi:
- Rifiuti civili e industriali
- Fanghi industriali
- Effluenti industriali
- Terreni
- Acque
- Materie prime di riciclo
- Residui solidi e liquidi provenienti da luoghi incendiati
- Prodotti petroliferi
- Carta e cartone
- Ceneri di impianti di combustione
Il laboratorio è in grado di determinare il contenuto di PCDD/PCDF in emissioni atmosferiche mediante metodi di campionamento, analisi e valutazione secondo metodica UNICHIM 825/89 prevista da D.M. 12 luglio 1990 “Linee guide per il contenimento delle emissioni inquinanti degli impianti industriali e la fissazione dei valori minimi di emissione”.
Si eseguono anche controlli del tenore di PCDD/PCDF in emissioni di impianti di incenerimento e coincenerimento di rifiuti pericolosi secondo Decreto del Ministero dell’Ambiente 25 febbraio 2000, n.124.
Tutte le determinazioni qualitative e quantitative di PCDD/PCDF sono eseguite secondo la tecnica della diluizione isotopica.
Nel 2005 il laboratorio ha partecipato al V CIND (Circuito di Intercalibrazione Diossine) organizzato dal Consorzio Interuniversitario Nazionale "la Chimica per l'Ambiente" (INCA) con il patrocinio della Divisione di Spettrometria di Massa della Società Chimica Italiana.
